La storica "bagna cauda dell'abate"Secondo la tradizione,
la "bagna cauda dell'abate" era il piatto forte consumato
quotidianamente dai canonici di Vezzolano e dai loro ospiti.
Il vino per eccellenza che la accompagnava era il Ciaret, ossia il
Chiaretto di Nebbiolo, l'attuale Albugnano
Rosato DOC.
La particolarità di questo piatto consisteva nell'assenza dell'aglio, al
cui posto era anticamente usato il puvrunin servai (una varietà di alchechengi
selvatico molto più piccola di quella reperibile in commercio oggi, raccolta prima della
maturazione perchè risultasse più piccante), al quale erano attribuite molte proprietà
benefiche, oltre quella di favorire la digestione. Gli altri ingredienti usati al tempo
erano: olio di noci, funghi prataioli, burro o panna.
Ma, come tutto il resto, anche questo piatto ha subito la costante
evoluzione dei tempi: con il trascorrere dei secoli il puvrunin servai è stato
sostituito nell'uso dal più gustoso e profumato peperoncino piccante (importato dalle
Americhe nel XVI secolo).
La ricetta che vi proponiamo oggi si avvale degli ingredienti riportati a
fianco: la preparazione è identica a quella della bagna cauda piemontese
tradizionale, ma, grazie all'assenza dell'aglio, risulta rispetto a questa più digeribile
e priva di fastidiosi residui alitali.
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Ingredienti per 4 persone
- Olio di oliva
- Venti acciughe disliscate
- Due peperoncini piccanti in polvere
- Una manciata di funghi coltivati
- Un gheriglio di noce
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