L’AGRITURISMO

Ricette di famiglia

Nel cuore degli ambienti aziendali lavora l’Agriturismo Pianfiorito, che da ottobre a maggio propone i piatti del ricco ricettario di famiglia, realizzati con le materie prodotte nella struttura agricola e accompagnati dalla bella proposta di vini ottenuti dai vigneti dell’azienda.
Protagoniste della cucina sono Claudia Binello e Marisa Trivero, che sovrintendono alla realizzazione dei piatti, assecondando i caratteri di una cucina che fa riferimento innanzitutto al territorio e, in secondo luogo, alla stagione.

La territorialità è il carattere dominante e trae la sua influenza dai terreni e dal clima di queste colline e delle loro valli dove l’agricoltura sa regalare frutti speciali e irripetibili altrove. Sono verdure, frutti, farine, carni e altro ancora che qui hanno un nome e un cognome. Non ci si accontenta di citare la varietà o il nome più comune. Sovente sono cultivar selezionate nel tempo, che qui hanno dimostrato di essersi adattate ai caratteri ambientali, migliorando poco per volta la loro prestazione organolettica e nutrizionale.

Il secondo carattere è la stagione, ovvero i periodi dell’anno che regalano prodotti differenti e, proprio per questo, capaci di influenzare la ricchezza delle proposte di cucina che periodicamente si rinnovano. Qui non è possibile trovare le fragole o i peperoni a Natale oppure i finocchi o i porri durante l’estate, perché ogni epoca dell’anno ha i suoi capisaldi naturali e produttivi. Perciò è categorico il rispetto dei ritmi che segnano l’alternanza dei mesi.

Padroni della sala sono altri componenti della famiglia Binello, anche quelli che lungo la settimana dedicano il loro tempo ai lavori della vigna e del frutteto, della stalla e della cantina. Si vestono a festa e dialogano con i commensali, perché proprio loro sanno comunicare a dovere la realtà di piatti che rinnovano il piacere delle materie prime prodotte in azienda.
Per il momento, l’apertura dell’agriturismo è limitata al periodo più fresco, da ottobre fino a maggio, quando l’urgenza dei lavori nei campi è minore e loro possono dedicare la giusta attenzione alle aspettative dei commensali.

Ogni giorno, il ricettario propone i piatti della sequenza classica della cucina piemontese.
Gli antipasti alternano la ricchezza delle preparazioni a base di carne (la carne cruda battuta al coltello, il vitello tonnato, il tonno di coniglio) a quelli dove le verdure primeggiano (la carpionata mista, l’insalata russa o quella capricciosa, i peperoni al forno con le acciughe o con la bagna caoda, i vari flan, sformati e tortini di verdure a volte accompagnati dalla fonduta, le cipolle ripiene al forno, gli asparagi con fonduta e le molte frittate).
I primi piatti esaltano l’impiego delle farine ricavate dai cereali (soprattutto il frumento) prodotti in azienda: ci sono i tajarin al ragù di carne, i ravioli quadrati al sugo di arrosto, gli gnocchi di patate ai formaggi, i risotti e i grandi minestroni.
Poi, arriva il trionfo dei secondi piatti, dove le carni regnano sovrane, soprattutto quelle dei bovini della razza Piemontese della Coscia, che si prestano alle preparazioni più svariate (i grandi arrosti e i brasati, gli stracotti e così via di questo passo).
Infine, i piatti dolci, a cominciare dal bonét al cioccolato, la panna cotta, le crostate, i semifreddi e le pesche tardive ripiene al forno con amaretti e cioccolato, senza trascurare le macedonie o la frutta sciroppata che qui si giovano della grande ricchezza della proposta agricola aziendale.
Infine, ci sono i piatti che potremmo definire “speciali”, che caratterizzano l’intero pasto e che da soli valgono una visita: il bollito misto con le varie salse e le verdure di accompagnamento, il fritto misto alla piemontese e la bagna caoda, un vero trionfo di verdure e di sapori.